Figli naturali

1 settembre 2014

Ignacio si chiama Guido, l’ha scoperto a 36 anni sottoponendosi al test del DNA dopo aver seguito le testarde lotte di un’anziana donna, che ora sa essere sua nonna; è accaduto in Argentina. Ora dice che deve riflettere, ha legami forti e positivi con la famiglia che lo adottò dopo che venne rapito alla mamma militante anti-regime quando fu arrestata e assassinata in una delle tante operazioni criminali degli anni Settanta; i suoi genitori adottivi, invece, potrebbero trovarsi in posizione scomoda per le leggi argentine, che puniscono chi ha adottato consapevolmente figli di desaparecidos. In tutti i casi Ignacio-Guido è adulto e potrà riscoprire il suo passato con pieno diritto sul suo futuro.

In Italia sono nati due gemelli (eterozigoti, un maschio e una femmina) a seguito di una gravidanza avviata con procreazione assistita; però, a seguito di uno scambio, l’impianto degli embrioni è avvenuto nell’utero della donna sbagliata. Cioè, gli embrioni erano il prodotto della fecondazione di un’altra coppia. L’errore è emerso in corso di gravidanza, è stato riconosciuto dall’ospedale romano dove è avvenuto ed è stato spiegato con la somiglianza tra cognomi, ma il caso ha aperto un contenzioso: a parto avvenuto, i genitori che avevano accompagnato la gravidanza hanno registrato i figli, mentre i genitori biologici hanno avviato vari ricorsi; per ora, un giudice ha sentenziato che sono figli di chi li ha partoriti, un insigne giurista ha sostenuto questa linea, e qualcuno ha pure suggerito una futura collaborazione tra le due coppie (!). Viene da notare che ogni legge, e ogni sua eventuale interpretazione, non dovrebbe mai essere avulsa dalla Natura; in questo caso la priorità sarebbe predisporre il quadro futuro più naturale e meno traumatico per i due neonati, ossia semplicemente correggere l’errore materiale – errare humanum est… – riconoscendo i genitori biologici.

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